Plastica monouso: quali sono i prodotti da abbandonare?

Plastica monouso: quali sono i prodotti da abbandonare?

Plastica monouso: quali sono i prodotti da abbandonare?

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Conto alla rovescia per la plastica monouso. Iniziamo gradualmente ad abbandonare alcuni tra i prodotti meno eco-friendly che tutti noi usiamo con una certa regolarità e abbracciamo la rivoluzione green.

Plastica monouso: cosa ne sarà?

Il Parlamento e il Consiglio dell’Unione Europea il 19 dicembre hanno raggiunto un accordo sulla proposta della Commissione Europea di ridurre sensibilmente fino ad eliminare gli oggetti in plastica monouso. Si è deciso di regolamentare le 10 tipologie di prodotti usa e getta più inquinanti per spiagge e mari, oltre alle reti da pesca abbandonate, che costituiscono il 49% dei rifiuti marini.

Plastica monouso: ecco i prodotti vietati

Dal 2021 quindi saranno messi al bando cannucce, cotton fioc, posate e piatti di plastica, bastoncini per mescolare le bevande e sorreggere i palloncini, contenitori per cibo, tazze in polistirene espanso, plastiche oxo-degradabili (ovvero che si degradano in frammenti molto piccoli che, però, non sembrano scomparire facilmente).

I contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se tappi e coperchi non saranno rimovibili.

Per quanto riguarda i prodotti in plastica per i quali non esistono alternative, il loro consumo andrà ridotto del 25% entro il 2025. A cosa ci si riferisce? Per esempio, alle scatole monouso per gli hamburger e ai contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati.

Plastica monouso: obiettivi

Gli obiettivi che si prefigge la Direttiva UE sono questi:

  • bottiglie di plastica: raccolta del 77% entro il 2025 e del 90% entro il 2029. Nel 2030, ogni bottiglia nuova dovrà possedere il 30% di plastica riciclata.
  • i produttori di plastica dovranno contribuire allo smaltimento dei rifiuti e alla pulizia delle spiagge e del mare. Dovranno inoltre supportare campagne di informazione e sensibilizzazione sull’inquinamento da plastica. Le aziende riceveranno degli incentivi per procedere con la conversione della produzione e per le buone prassi.
  • reti da pesca e filtri di sigaretta: sono i due rifiuti più diffusi sulle spiagge e i mari europei. Ogni Paese dovrà stabilire dei tetti nella raccolta delle reti da pesca in plastica, e monitorare la loro applicazione. I produttori di sigarette invece dovranno contribuire allo smaltimento dei filtri.

Queste azioni congiunte hanno l’obiettivo di evitare, per il 2030, una spesa di 22 miliardi di euro in misure ambientali e l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

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