Inceneritori e termovalorizzatori: qualche chiarimento

Inceneritori e termovalorizzatori: qualche chiarimento

Inceneritori e termovalorizzatori: qualche chiarimento

Commenti disabilitati su Inceneritori e termovalorizzatori: qualche chiarimento

Inceneritori e termovalorizzatori sono parole molte sentite ultimamente. Lo smaltimento dei rifiuti è un tema sempre molto “caldo”, che è periodicamente messo al centro di controversie e polemiche per l’inquinamento che produce.

Inceneritori e termovalorizzatori: cosa sono?

Gli inceneritori sono impianti che bruciano i rifiuti, mentre i termovalorizzatori fanno un passo in più, ovvero trasformano i rifiuti in energia elettrica. Nel forno sono bruciati, a circa 1000° C, i rifiuti solidi urbani e quelli speciali non pericolosi; il calore creato vaporizza l’acqua, e il vapore è poi usato per azionare le turbine che trasformano l’energia termica in elettrica o in teleriscaldamento.

Tuttavia, l’energia prodotta dai termovalorizzatori è nettamente inferiore a quella di una centrale elettrica.

Inceneritori e rifiuti: le tipologie

Esistono 4 tipi di inceneritori: a griglie, a forno rotativo, a letto fluido o a focolare multi-step. La maggioranza degli impianti italiani ed europei è a griglia. 

I rifiuti bruciati sono di due categorie:

  • rifiuti solidi urbani (imballaggi, stoviglie di plastica, etc)
  • rifiuti speciali non pericolosi (scarti industriali)

I rifiuti vengono preliminarmente trattati per separare le parti non combustibili e la parte umida: si ottengono delle ecoballe che fungono da combustibile per l’inceneritore, che così elimina i rifiuti e, nel caso dei termovalorizzatori, produce anche energia.

Inceneritori e termovalorizzatori: diffusione

In Europa lavorano più di 350 impianti di termovalorizzazione o incenerimento. Secondo il rapporto ISPRA 2017, nei Paesi dell’Unione Europea il 27,5% dei rifiuti va negli inceneritori. Questi ultimi sono molto diffusi nel centro e nord Europa (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Germania, Austria). 

In Italia al momento ci sono 41 inceneritori attivi, di cui la maggior parte si trova nelle regioni del centro-nord, tranne quelli di Acerra a Napoli e San Vittore nel Lazio. Gli impianti variano però per capacità di smaltimento: quello di Brescia è uno dei più grandi d’Europa, per esempio. Tutti gli inceneritori italiani sono termovalorizzatori che recuperano il calore generato dalla combustione per produrre vapore e quindi energia termica o elettrica.

Inceneritori e termovalorizzatori: inquinano?

Secondo gli studi ISPRA e Cnr, questi impianti non inquinano, ma resta il problema degli scarti, ovvero ceneri e fumi. I termovalorizzatori moderni hanno quindi 4 livelli di filtraggio per i fumi e sistemi di riciclo delle ceneri. 

Il dibattito sulla bontà o meno dei termovalorizzatori è molto acceso e controverso. Secondo la Protezione Civile, l’uso dei termovalorizzatori riduce la quantità di rifiuti da gettare in discarica e produce energia, senza generare sostanze pericolose perché i fumi sono depurati. I detrattori dei termovalorizzatori, invece, sostengono che le particelle della combustione sono così fini da non poter essere controllate; meglio quindi investire in raccolta differenziata e nel riciclo dei materiali. 

C’è da dire che, attualmente, non ci sono problemi di salute collegabili direttamente con gli impianti moderni, però la combustione genera CO2 e contribuisce innegabilmente all’effetto serra.

Contatti

+39 035 0277053
+39 035 3831266
info@greenescoenergia.it
greenesco@arubapec.it
Via G. Falcone, 12 – 24048 Treviolo (BG)

Seguici su

Back to Top