Qualità dell’aria: ecco cosa succede se non piove

Qualità dell’aria: ecco cosa succede se non piove

Qualità dell’aria: ecco cosa succede se non piove

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La mobilità sostenibile è un obiettivo sempre più concreto: molte case automobilistiche hanno messo in produzione modelli con motori ibridi e ad emissioni zero o con carburanti ecologici, altre stanno producendo modelli esclusivamente elettrici.
Da parte loro, le città e le amministrazioni stanno mettendo in atto soluzioni per incentivare il trasporto pubblico e una mobilità non inquinante.

Qualità dell’aria: situazione

Il livello di smog nelle città, a causa di una siccità prolungata, è sempre più alto. La qualità dell’aria è in netto peggioramento e il 94% degli italiani, dice un recente sondaggio, è preoccupato. In Italia circolano 14,7 milioni di veicoli inquinanti (diesel e benzina Euro 0, 1, 2, 3) su un totale di 37/38 milioni. In virtù delle misure anti-smog previste dal “Nuovo accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano”, dal 1 ottobre 2018 sono stati banditi dalla circolazione in pianura padana circa 3 milioni di veicoli.

Qualità dell’aria: tassazione

I costi legati ai trasporti e alle fonti energetiche sono influenzati dai prezzi del carburante (con un rincaro del 70%) e dell’elettricità (il cui costo industriale è la metà di quel che si paga in bolletta).

In contrapposizione, chi possiede mezzi di trasporto inquinanti, paga una tassa di possesso molto bassa, e le tasse sui diversi tipi di carburante non sono proporzionali all’inquinamento generato.

Si consideri che il gettito fiscale di trasporto e mobilità ammontava a oltre 72 miliardi di euro nel 2017, di cui metà derivante da accise e IVA sui carburanti, e che queste tasse non sono usate per coprire i costi sociali dei trasporti, ma finiscono nel gettito generale dello Stato.

Qualità dell’aria: come intervenire?

I rimedi messi in campo dagli enti locali sono diversi, ma quelli estemporanei, come il blocco delle auto, sono poco utili. Secondo Legambiente, la soluzione è incentivare la mobilità sostenibile. Ecco alcune idee promosse di recente:

  • rimodulare le accise sui carburanti in rapporto all’inquinamento (meno cara la benzina, un po’ più caro il gasolio);
  • introdurre “voucher per la mobilità sostenibile” di mille euro per chi rottama la vecchia auto, spendibili in abbonamenti al trasporto pubblico, in servizi sharing mobility, noleggio mezzi e veicoli elettrici elettrici e elettromuscolari;
  • agevolare IVA per la sharing mobility e le flotte aziendali elettriche;
  • dare incentivi sino a 6mila euro per chi acquista un’auto elettrica;
  • incentivare il trasporto pubblico;
  • diffondere le colonnine di ricarica, con incentivo ai privati, locali pubblici, garage;
  • noleggiare e-bike per chi rottama la vecchia auto;
  • regolamentare i mezzi di micromobilità elettrica;
  • sostenere i comuni per investimenti e programmi di mobilità sostenibile.

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